CONTENUTI
MODULI
MENU
PIANI D'ABBATTIMENTO - CATTURA

Modalità di attuazione del controllo della popolazione di CINGHIALI Periodo 2008 - 2012 (art. 19 Legge 157/92 - art. 29 L.R. 70/96 - L.R. n. 9/2000)

Caratteristiche della specie e motivazioni dell'intervento

Nome Scientifico: Sus scrofa
Ordine: Artiodattili
Famiglia: Suidi

Lunghezza testa-corpo è di 100-150 cm.
La coda è lunga 12-20 cm.
La altezza al garrese è di  60-90 cm.
Il peso nel maschio 45-190 kg quello della femmina 30-150 kg. 

Il cinghiale è un animale di grandi dimensioni, con un corpo massiccio che presenta un treno anteriore più sviluppato del posteriore.
Il manto è di colore bruno nerastro i giovani sono di colore bruno chiaro striati
Ha testa grande a forma di cuneo culminante con il caratteristico grifo. La pelliccia è folta e di colore bruno uniforme; le femmina ha 12 mammelle addominali. 
La sua pelle è molto spessa e poco vascolarizzata, il che lo protegge da ferite e infezioni negli spostamenti nella macchia mediterranea oltre che dai morsi di alcuni animali, come le vipere.
I maschi soprattutto, nel periodo che precede gli amori (molto indicativamente ottobre-novembre), hanno uno spesso strato di grasso (armatura) a protezione dei fianchi, sia come riserva di energia da utilizzare nel periodo degli amori, quando si alimenteranno pochissimo, sia come difesa dagli attacchi degli avversari, che tenderanno a colpire con staffilate laterali della testa, pericolose per la presenza dei canini molto affilati e sporgenti dal muso.
Nel cinghiale l'unità fondamentale è costituita dalla scrofa e dai suoi cuccioli e il gruppo così costituito ha una solida gerarchia di pascolo.
Dopo l'accoppiamento la gestazione si protrae per 16-18 settimane e nell'imminenza del parto la femmina si ritira in un'area isolata.
Di solito danno alla luce da 3 a 10 piccoli.
I piccoli hanno sul mantello fulvo delle evidenti strisce color crema per meglio mimetizzarsi nella vegetazione; poppano per 15-20 giorni, per poi lasciare la tana e iniziare a brucare.
I cinghialini acquistano l’aspetto adulto durante il primo anno di vita e trascorrono 1-2 anni nel branco di femmine con la madre. Successivamente i maschi si allontanano, mentre le femmine restano nel branco in cui sono nate.
il cinghiale è un animale di abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne anche se dove non è disturbato è attivo anche in pieno giorno.
Frequenta habitat diversi predilige zone boscose con fitto sottobosco dove si rifugia di giorno indisturbato.
Dal punto di vista alimentare il cinghiale è un onnivoro, quindi la sua dieta può essere molto varia (radici, tuberi, frutti, invertebrati, piccoli mammiferi, carcasse di animali e anche mammiferi di maggiori dimensioni feriti e quindi facili da predare in gruppo).
Anche la dentatura denota abitudini alimentari varie. Infatti le sue tavole dentarie permettono il trituramento di alimenti vegetali ma anche lo sfibramento delle carni. E’ dotato inoltre di particolari canini: gli inferiori si chiamano zanne e soprattutto nel maschio sporgono vistosamente dalla rima labiale e sono ricurvi verso l’alto. Quelli superiori si chiamano coti e sono di dimensioni più ridotte.
Tipico è il grufolare, cioè l’abitudine di cercare cibo nel suolo usando il grugno per rivoltare il terreno.
Con il suo grifo usato a mo' di aratro riesce ad estrarre i tuberi e radici dal suolo. Proprio così facendo però creano grandi danni alle colture e ai terreni scavando buche e devastando i campi coltivati.
Durante l’anno il cinghiale alterna due mantelli, uno estivo ed uno invernale. Entrambi hanno una colorazione nera o bruciata, ma il primo è costituito da setole meno fitte.
Abitudine particolare del cinghiale, comune al cervo, è l’insoglio. Esso non è altro che un bagno di acqua e fango che gli animali hanno necessità di fare per liberarsi dai parassiti e dallo sporco o per rinfrescarsi durante i periodi caldi.
Riguardo a questa specie va fatta una importante precisazione. Sul nostro territorio è ormai molto raro trovare animali che non abbiano subito meticciamento con il maiale. Questo per errori gestionali ed il rilascio (volontario e non) di suini domestici sul territorio.
Le caratteristiche che ci devono far sospettare il meticciamento sono:
  • maggiore prolificità (anche 12-14 cuccioli/parto);
  • maggiori dimensioni e peso (anche superiore ai 150 Kg);
  • la coda, ritta nel puro, può presentarsi attorcigliata;
  • le orecchie, di ridotte dimensioni e ritte nel puro, possono essere di maggiori dimensioni e addirittura ripiegate;
  • le zanne possono risultare più lunghe ma più sottili;
  • il colore del mantello può essere alterato e le setole rade;
  • anche le carni perdono il tipico colore rosso per schiarirsi e tendere al rosa;

Periodo e zone interessate all'intervento

L’intervento ha durata a far tempo dalla data di esecutività della deliberazione della Giunta Provinciale fino al 31.12.2012 e interesserà tutta la Provincia di Novara. Nei periodi in cui è consentito l’esercizio venatorio, gli interventi saranno effettuati preferibilmente nelle zone di ripopolamento e cattura e solo nei casi in cui se ne ravvisi la necessità e l’urgenza.

Mezzi e metodi

Le operazioni di abbattimento saranno organizzate dal tecnico della Funzione caccia, pesca, parchi e gev ed effettuate dagli agenti del Corpo provinciale di vigilanza, nel rispetto delle sottoelencate prescrizioni:
  • Gli interventi potranno essere effettuati in ogni giorno della settimana, ovunque si ravvisi la presenza degli esemplari in questione, sia in ore diurne che in ore notturne;
  • E’ previsto l’utilizzo di gabbie e recinti di cattura nonché la possibilità di effettuare appostamenti stabili o temporanei  con pasturazione degli animali;
  • E’ consentito l’uso dei cani per le girate;
  • E’ consentito l’uso della carabina di calibro adeguato da utilizzare all’aspetto e alla cerca di notte con l’uso del faro;
  • Potranno essere effettuati abbattimenti anche con fucile ad anima liscia e palla unica, con ausilio di cani, esclusivamente di giorno;
  • Al termine di ogni intervento dovrà essere redatto a cura dell’Agente Provinciale un apposito verbale;
L’utilizzo dei vari metodi descritti sarà definito, sentito il tecnico della Funzione caccia, pesca, parchi e gev, dal personale di vigilanza, al quale è demandata l’effettuazione degli interventi e determinato in base all’area di intervento al fine di arrecare il minore disturbo alla fauna selvatica non oggetto di controllo. Si dà atto che in caso di interventi che richiedono l’utilizzo di cani è necessario  il possesso  da parte dei conduttori dell’abilitazione della Regione Piemonte per cani limieri o da traccia.

Operatori abilitati al prelievo

Agenti  del Corpo Provinciale di Vigilanza che potranno avvalersi della collaborazione dei sottoelencati soggetti muniti di porto d’armi uso caccia e di autorizzazione nominativa rilasciata dalla Provincia:
  • Proprietari  o conduttori dei fondi ricompresi nelle aree interessate
  • Guardie venatorie volontarie
  • Agenti e Ufficiali di polizia giudiziaria che, per la loro qualifica e funzione, possono esercitare vigilanza in materia di caccia purchè autorizzati dagli Enti e Comandi da cui dipendono.
  • Cacciatori, residenti in Provincia di Novara, in possesso dell’abilitazione alla caccia al cinghiale (selecontrollori) conseguita a seguito di specifici corsi organizzati ai sensi di disposizioni provinciali e regionali
Le richieste di partecipazione, predisposte su apposito modulo dovranno essere presentate o fatte pervenire all’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia che rilascerà apposita autorizzazione nominativa in capo ai richiedenti che dovranno esibirla agli Agenti prima della battuta; I collaboratori già autorizzati per lo svolgimento del piano precedente (01.01.2003 / 31.12.2007), potranno richiedere, utilizzando apposito modulo, la proroga dell’autorizzazione già conseguita, purchè siano ancora in possesso dei requisiti previsti.
I suddetti moduli, in distribuzione presso l’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia, dovranno essere sottoscritti direttamente presso il sopra citato ufficio dall’interessato oppure potranno essere presentati già sottoscritti con allegata la fotocopia di un valido documento d’identità.