Situata tra il torrente Agogna e il
Terdoppio, Novara dista 100 chilometri da Torino e 50 da Milano.
Riguardo alle origini della città vi sono due ipotesi differenti:
secondo Catone i fondatori furono i Levi, una tribù di
origine ligure che si era stanziata nella valle del Sesia, secondo
Plinio invece furono i Galli a gettare le basi del borgo (tesi
avvalorata, peraltro, dal fatto che alcuni dei più antichi
aspetti della città sono di indubbia derivazione celtica:
il nome stesso di Novara può derivare da due termini gallici:
ar, che significa "sopra" e var, "acqua",
scelti forse per la posizione predominante del borgo e per la
sua vicinanza ai corsi d’acqua).
A parte ciò, la città ha sicuramente origini molto
antiche: secondo gli storici essa venne fondata addirittura prima
di Roma, non come un centro cittadino ben definito nei suoi confini
ma come un agglomerato delle popolazioni che risiedevano sui vicini
laghi o nelle pianure circostanti.
Dopo essere stata edificata, Novara venne distrutta dai Galli
di Belloveso, per poi essere ricostruita dai Vertocomacori, popolazione
gallica che si era spostata dalla Provenza.
Novara divenne una colonia romana nel 200 a.C., dopo che i latini
soggiogarono gli Etruschi e gli altri popoli che risiedevano nell’Italia
centro-meridionale.
Nei primi secoli del dominio romano, Novara fu una città
pagana, i cui abitanti erano dediti al culto di divinità
greche.
Nei primi anni del Medioevo la storia della città fu particolarmente
travagliata, ma nel 570 d.C., con l’occupazione Longobarda,
la situazione della città migliorò notevolmente:
la dominazione dei Longobardi ha lasciato molte significative
testimonianze, ed ha segnato importanti tappe della storia soprattutto
sul piano religioso.
Infatti, proprio in questo periodo, la popolazione novarese abbandonò
il culto greco-romano per abbracciare il cristianesimo, divulgato
secondo la tradizione da S. Gaudenzio, il primo vescovo della
città.
Dopo l’anno Mille, Novara fu al centro di una serie di battaglie
che coinvolsero le potenze italiane ed europee: importantissima
fu l’invasione della città da parte delle truppe
di Enrico V che, nel 1110, ne ordinò la distruzione delle
mura perimetrali.
Per tutto il Medioevo Novara fu un importante centro del potere
religioso, dipendente dall’autorità vescovile: sol
con l’avvento dei comuni, l’influenza della Chiesa
sulla vita politica diminuirà per lasciare il posto a nuove
istituzioni cittadine.
Nel XII secolo le fonti trattano di violente lotte intestine che
interessarono la città, le cui famiglie più influenti
si erano divise in due fazioni, quella Rotonda e quella Sanguinea:
preoccupata dalle lotte cittadine, la popolazione comunale optò
allora per una nuova forma di governo, e scelse come podestà
Martino della Torre, uomo che le fonti definiscono come una guida
carismatica, capace di mettere a tacere anche i più importanti
esponenti delle fazioni in conflitto.
Nel 1154, Novara fu sottomessa dal Barbarossa, e aderì
poi alla Lega Lombarda.
Nel 1311 passò sotto il dominio dei Visconti: alcuni documenti
parlano di questo periodo come di un’ “epoca buia”
per Novara, che risentì pesantemente del conflitto tra
i Visconti e gli Sforza.
Nel 1600, la città fu annessa ai domini spagnoli, e il
re di Spagna ordinò che venisse eretta una piazzaforte
militare: i popolosi sobborghi della città vennero così
rasi al suolo, il che produsse un notevole malcontento nella popolazione.
Nel 1713, dopo il trattato d’Utrecht e Rastadt dell’11
aprile, Novara passò sotto il dominio austriaco. Dopo la
pace di Vienna del 1734, tra la Francia, l’Austria e la
Sardegna, la città fu concessa a Carlo Emanuele III, diventando
parte dei domini dei Savoia.
In seguito alla rivoluzione francese, durante il periodo napoleonico,
Novara divenne capoluogo del dipartimento dell’Agogna: nel
1814 tornò ad essere dominio sabaudo.
Il periodo risorgimentale della città è stato segnato
da alcune battaglie significative combattute nei territori provinciali.
La prima si svolse nell’aprile del 1821, e coinvolse i liberali
piemontesi e le truppe sabaude del re Carlo Felice, rinforzate
dall’aiuto di reggimenti austriaci.
Lo scontro ebbe luogo presso il centro cittadino, ed ebbe come
conseguenza l’annessione all’impero austriaco di alcuni
territori piemontesi.
La seconda battaglia, che ebbe inizio il 23 marzo del 1849, vide
contrapporsi sul campo Piemontesi ed Austriaci: lo scontro si
svolse nella zona della Bicocca, situata nella zona sud della
città. Nello stesso periodo il re Carlo Alberto di Savoia
abdicò, per lasciare il trono al figlio Vittorio Emanuele
II .
La popolazione novarese seppe comunque rialzare la testa dopo
le sconfitte subite, e dare inizio ai moti risorgimentali che
porteranno all’unificazione.