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    La mente lontana. Dal meticciato alla repubblica dei fanciulli

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POLITICHE SOCIALI

Cabina di regia del welfare

In coerenza con quanto programmato in materia di sussidiarietà orizzontale, l’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia sta perseguendo l’obiettivo di avvicinarsi alle realtà del terzo settore per meglio conoscerle, fornendo un supporto alle attività con l’istituzione della Consulta Provinciale del Volontariato e della Cooperazione sociale, nonché con l’istituzione del Tavolo provinciale di coordinamento socio sanitario.

Questo lavoro nella consapevolezza che il volontariato e il terzo settore ricoprono, nella nostra comunità, un importante ruolo per le attività ed i servizi offerti che si affiancano e si integrano con l’azione degli enti pubblici, nonché per il significato etico della sua presenza e che il settore necessita, malgrado il riconoscimento che la Costituzione Italiana e la vigente normativa gli attribuiscono, di ulteriori contesti normativi, di formazione/informazione e soprattutto di strumenti per attivare sinergie al suo interno al fine di non disperdere forze e finanziamenti.

Consulta provinciale del Volontariato

L’Assessorato ha avuto diversi incontri con associazioni di volontariato e il CSV di Novara (Centro Servizi Volontariato) nel corso dei quali è emersa la necessità di un coordinamento tra le varie associazioni al fine di ottimizzare risorse ed interventi a favore della società: con il coinvolgimento del CSV è stato redatto un regolamento per la costituzione di un apposito organismo di raccordo a favore delle varie associazioni novaresi. Con provvedimento del Consiglio Provinciale n. 28/2010 è stata istituita la Consulta Provinciale del Volontariato quale organo di promozione e di consultazione della Provincia sulle risorse, sulle proposte ed azioni del volontariato novarese, nonché quale punto di riferimento generale e strumento di conoscenza e concertazione della realtà del volontariato stesso.

Finalità peculiari della Consulta:

  • promuovere e sostenere il volontariato favorendo lo sviluppo di relazioni continuative tra le istituzioni pubbliche e le varie organizzazioni;
  • favorire una lettura puntuale dello stato del territorio e della comunità in tutte le sue variabili sociali, ambientali, culturali, per informare e sensibilizzare sia l’opinione pubblica che gli Enti locali, avvalendosi anche dell’attività dell’Osservatorio Provinciale delle Politiche Sociali;
  • promuovere ed attuare forme di collaborazione che possano sfociare in progetti di iniziative comuni da parte delle diverse associazioni, che mantengono sempre e comunque la propria autonomia progettuale e di realizzazione di iniziative;
  • realizzare forme di coordinamento ed integrazione nella programmazione delle iniziative e degli interventi per utilizzare in modo razionale e coordinato le risorse ed evitare sovrapposizioni e duplicazioni nella tempistica e nelle modalità di svolgimento;
  • proporre progetti, ricerche, incontri e dibattiti pubblici sui temi attinenti il volontariato;
  • proporre agli Enti competenti attività ed iniziative volte a prevenire e recuperare i fenomeni di disagio presenti nella società, così come progetti che favoriscano l’inserimento dei cittadini in attività di utilità sociale non lucrativa;
  • promuovere e concorrere nelle azioni di reperimento di finanziamenti e di opportunità, affinché abbiano ricaduta, con criteri condivisi, sul territorio provinciale secondo le necessità e capacità delle Associazioni.

Gli organismi che costituiscono la consulta sono: l’Assemblea, il Presidente, l’Ufficio di Presidenza.

Consulta provinciale delle Cooperative sociali

A seguito di incontri con le Associazioni di categoria della cooperazione sociale è stato stilato un regolamento per la realizzazione della “Consulta Provinciale delle Cooperative Sociali” quale organo di promozione e consultazione su proposte di promozione della realtà della cooperazione, che è stato approvato con apposito provvedimento del Consiglio provinciale n. 53/2010.

Le finalità:

  1. Attivare la conoscenza della specificità delle cooperative sociali quali realtà imprenditoriali che operano sul territorio con carattere di solidarietà e di integrazione sociale dei cittadini svantaggiati;
  2. Favorire l’intesa fra i vari soggetti facenti parte della Consulta, al fine di concertare azioni, piani e programmi operativi che abbiano scopi e indirizzi comuni e integrabili tra loro;
  3. Sviluppare l’attività della cooperazione sociale, individuando ulteriori domande di servizi sul territorio ed affinando l’offerta e le proposte in base a tali necessità;
  4. Assicurare la conoscenza delle leggi e il confronto fra le parti ai fini di una omogenea interpretazione ed applicazione delle stesse;
  5. Operare per far si che vi sia il rispetto dei diritti dei lavoratori, soci e non soci, riconoscimento della loro professionalità iniziale ed acquisita;
  6. Concertare programmi formativi;
  7. Monitorare dati numerici e situazioni significative utili per il lavoro comune sopra descritto al fine di garantire alla Provincia elementi di valutazione oggettivi per la revisione annuale dell’Albo e la costituzione di una banca dati provinciale da aggiornare costantemente da mettere in relazione con altre realtà regionali e provinciali, con l’obiettivo di realizzare una rete di collegamento su tali temi, avvalendosi anche dell’Osservatorio Provinciale sulle Politiche Sociali.

Gli organismi che compongono la Consulta sono: il Presidente, l’Ufficio di Presidenza e l’Assemblea.

Tavolo provinciale di coordinamento socio sanitario

La Legge regionale n. 1 dell’8 gennaio 2004 ha stabilito che, nell’ambito delle previsioni della legislazione nazionale e regionale, nonché degli atti di programmazione, indirizzo e coordinamento regionali, le Province concorrano alla programmazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, quali Enti intermedi e soggetti di programmazione decentrata delle politiche regionali e di coordinamento del territorio e alla predisposizione del piano regionale triennale degli interventi e dei servizi sociali, ai fini di un’effettiva interazione delle funzioni socio-sanitarie rivolte ai cittadini.

E’ apparso quindi opportuno, in tema di integrazione socio-sanitaria, promuovere il miglioramento dei servizi socio-sanitari erogati dalle istituzioni competenti e promuovere l’informazione dei cittadini sui temi della salute con la costituzione di un Tavolo provinciale di coordinamento socio sanitario, all’interno del quale elaborare proposte ed iniziative atte a favorire l’interesse, la ricerca e il confronto sui programmi di intervento nel campo della salute, sollecitare l’integrazione socio sanitaria e i necessari interventi previsti dai Piani di zona, supportare lo sviluppo di azioni di informazione e formazione a favore dei cittadini e degli operatori socio assistenziali e sanitari.

Il tavolo avrà quali funzioni:

  • Fornire un quadro completo della materia di riferimento:
    1. conoscenza reciproca tra i Soggetti che lavorano nei vari campi d’intervento
    2. consolidamento di forme di scambio permanenti tra sociale e sanitario
    3. condivisione bisogni emergenti
    4. condivisione delle buone prassi e dei punti critici
    5. individuazione punti di miglioramento di servizi e prestazioni
    6. scambio, auto formazione, formazione
  • Contribuire alla costruzione dei percorsi integrati di salute e di cittadinanza
  • Sviluppare le connessioni di rete tra i soggetti territoriali che hanno incidenza sulla stato di salute del territorio
  • Far emergere aree critiche e le eventuali possibilità di riqualificare e/o riconvertire le risorse
  • Partecipare alla realizzazione dell’analisi di come l’offerta di prestazioni e servizi risponda alla domanda espressa dal territorio.

Il Tavolo in questione è composto da:

  1. Il Presidente della Provincia, in qualità di Presidente del Tavolo stesso, o, quale suo delegato, l’ Assessore alle Politiche Sociali
  2. Il Direttore Generale dell’ASL NO o suo delegato
  3. Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara o suo delegato
  4. n. 1 Rappresentante dei Direttori di Distretto per le cure primarie o suo delegato
  5. l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Novara o suo delegato
  6. n. 2 Rappresentanti dei Direttori degli Enti Gestori dei servizi socio assistenziali o loro delegati
  7. n. 2 Presidenti dei Circondari istituiti dalla Provincia con provvedimento consiliare n. 43/2009 di cui uno per l’area nord e uno per l’area sud della provincia
  8. n. 1 Rappresentante della Consulta Provinciale del volontariato

Il Tavolo avvierà momenti di approfondimento su varie tematiche con il coinvolgimento di specialisti, tecnici, operatori in genere, che potranno partecipare ai lavori dello stesso.

GRUPPO OPERATIVO LOCALE

La Provincia è attiva anche nel settore penitenziario attraverso il coordinamento e la segreteria del Gruppo.

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