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POLITICHE SOCIALI

L'Osservatorio delle politiche sociali

L’Osservatorio si occupa di raccogliere ed elaborare i dati relativi ai bisogni e all’offerta di servizi nei vari ambiti (disabilità, anziani, immigrazione, povertà ed esclusione sociale, minori e famiglie, amministrazione di sostegno e pubblica tutela, formazione professionale degli operatori sociali).

La sua gestione è stata affidata a IRS – Istituto per la ricerca sociale e Studio Integra s.r.l., che hanno provveduto a impostare l’infrastruttura informatica, a definire la base dati, identificare gli indicatori, definire i moduli per la raccolta delle informazioni selezionati sulla domanda e offerta delle prestazioni socio-assistenziali e sanitarie.

Strettamente intrecciato al lavoro del Coordinamento degli Enti Gestori è proseguito il lavoro dell’Osservatorio provinciale sulle Politiche Sociali, a sostegno del processo di pianificazione delle politiche sociali con i Piani di Zona.

L’Osservatorio si occupa di raccogliere ed elaborare i dati relativi ai bisogni e all’offerta di servizi nei vari ambiti (disabilità, anziani, immigrazione, povertà ed esclusione sociale, minori e famiglie, amministrazione di sostegno e pubblica tutela, formazione professionale degli operatori sociali).

In tale ambito è stato realizzato un cd contenente i dati della spesa socio assistenziale del territorio novarese riferita agli anni 2008/2009. Esso permette di interpretare periodicamente i dati relativi agli interventi più significativi e, partendo da un’analisi dei risultati raggiunti, di pianificare di intereventi futuri. Si tratta pertanto di un utile strumento per verificare l’efficacia delle azioni previste in attuazione dei Piani di Zona e per eventuali modifiche. Nel 2011  è stata portata a termine la rilevazione dei dati 2010 che verranno presentati nei primi mesi del 2012.

L’Osservatorio provinciale delle politiche sociali è stato caratterizzato anche per un approccio dinamico  e per un orientamento progettuale mirato alla conoscenza di attività e fenomeni, estendendo le sue attività ad indagini conoscitive mirate su tematiche e problemi di interesse comune.

In tale ambito, a seguito dell’istituzione della Consulta Provinciale del Volontariato, si è  ritienuto utile la realizzazione, da parte della Ditta affidataria del servizio relativo all’Osservatorio delle Politiche Sociali, di una ricerca volta alla mappatura quali/quantitativa delle Associazioni di Volontariato nell’ambito socioassistenziale iscritte al registro provinciale che preveda:

  1. l’analisi documentale delle associazioni iscritte al registro provinciale (bilanci, relazioni di attività) al fine di mettere in evidenza le caratteristiche strutturali principali e le dimensioni economiche;
  2. la predisposizione di una scheda di rilevazione al fine di monitorare il lavoro di rete e la capacità di co-progettazione;
  3. la realizzazione di intervite a testimoni privilegiati e due focus group per testare la scheda e 3. valutare i risultati della mappatura valorizzando i membri della consulta provinciale del volontariato nella scelta del campione del focus group;

permettendo così di attivare un sistema aggiornato di rilevazione del sistema di offerta e sistematizzare il bagaglio conoscitivo in possesso della Provincia rendendolo visibile, fruibile e aggiornato.

L’Assessorato alle Politiche Sociali, nell’ambito minori e famiglie, è intervenuto a supporto della problematica dell’emergenza educativa, sollecitata da diversi enti del territorio, con un progetto di indagine sulla rappresentazione di alcuni nuovi codici di comportamento delle nuove generazioni che hanno immediate ripercussioni sul benessere dei bambini e degli adolescenti, ricostruendo con chi si occupa dell’educazione dei più giovani una nuova immagine della normalità al di là di ciò che come adulti si tende a tenere ovvio e condiviso, ascoltando la voce sia degli operatori che quella delle famiglie e degli adolescenti . All’Osservatorio è stata quindi  affidata a realizzazione di  un progetto di ricerca, rivolto ad operatori e famiglie, che  consisterà in un’attività di ricerca da svolgersi in tre fasi su tutto il territorio provinciale attraverso l’utilizzo di tecniche di indagine, focus group e incontri con testimoni privilegiati.

L’idea di fondo del progetto “Star bene in famiglia e fuori” è che la famiglia e le agenzie educative rappresentino i luoghi centrali per lo sviluppo sociale dei bambini e dei preadolescenti, ma che esse non siano gli unici soggetti educativi, dato che esistono altri luoghi di aggregazione e di crescita, oltre al gruppo dei pari trasversale a tutti i luoghi di incontro e socializzazione. Il progetto vuole identificare e contattare più tipologie possibili di agenzie educative presenti sul territorio al fine di intercettare la più ampia tipologia di ragazzi.

Piani di zona

L’attuazione della legge 328/00 e della legge regionale 1/2004 è argomento di particolare importanza che coinvolge gli amministratori, i dirigenti e i funzionari degli enti locali impegnati sia nella gestione che nella programmazione  progettazione del sistema sociale.

La L. 328/2000 ha introdotto lo strumento di programmazione sociale dei Piani di Zona di cui la Regione Piemonte, con la LR 1/2004, ha recepito i principi, individuando gli Enti gestori dei servizi socio assistenziali quali titolari dei Piani di Zona per i rispettivi territori di competenza.

Con DGR n. 28-12295 del 5/10/2009 la Regione Piemonte ha approvato le linee guida per la predisposizione dei Piani di Zona per il triennio 2010/2012. Le Province piemontesi partecipano alla definizione e attuazione di detti piani promuovendo, tra l’altro, l’Ufficio Provinciale di Piano, organismo di coordinamento a supporto della redazione dei Piani di Zona, finalizzato a perseguire obiettivi di uniformità metodologica e di omogeneità quali-quantitativa nell’erogazione dei servizi sul territorio provinciale.

Le Province devono offrire un supporto tecnico per il coordinamento di interventi territoriali,  al fine di promuovere iniziative di formazione con particolare riferimento alla formazione professionale e all’aggiornamento.  Le Province sono quindi chiamate alla partecipazione delle attività programmatorie dei Comuni attraverso i Piani di Zona, alla raccolta dei dati sui bisogni e sulle risorse, alla costruzione del sistema informativo dei servizi sociali, ad effettuare approfondimenti mirati sui fenomeni sociali più rilevanti in ambito territoriale provinciale.

Partendo dal quadro normativo di riferimento, la Provincia di Novara ha interpretato i compiti e le funzioni citati nelle sopradescritte norme istituendo l’Ufficio Provinciale di Piano e  promuovendo un percorso di informazione e formazione mirato sulla nuova riforma.

Il servizio di supporto agli Enti Gestori dei servizi socio assistenziali e all'Ufficio Provinciale di Piano per la realizzazione dei Piani di Zona, triennio 2010/2012, è stato appaltato all’Istituto per la Ricerca Sociale IRS Cooperativa Sociale di Milano che si è occupato di supportare i conduttori dei tavoli tematici istituiti dai singoli Enti Gestori, l’Ufficio di Piano Enti Gestori, l’Ufficio Provinciale di Piano, nonché del monitoraggio e della valutazione dei Piani di Zona.

Nel corso del 2011, con il supporto tecnico dei consulenti, sono state predisposte le bozze dei piani dei singoli Enti Gestori, le attività di consulenza agli Enti Gestori sono state differenziate a seconda delle esigenze da ciascuno manifestate.