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centro per l'impiego

Area Immigrazione e Mobilità Internazionale
Disposizioni operative per l'accesso all'impiego dei cittadini non comunitari già presenti sul territorio nazionale
approvate con Determinazione Dirigenziale n. 509 del 16.02.2012

Un cittadino straniero non comunitario può iscriversi e usufruire dei vari servizi disponibili presso i Centri per l'impiego della Provincia di Novara se:

  1. ha un permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti (ex carta di soggiorno), ai sensi dell'art. 9 c.12 e9-bis del Testo Unico dell'Immigrazione (D. Lgs. 286/98 e successive modifiche)
  2. ha un permesso di soggiorno in corso di validità per
    • lavoro subordinato, ai sensi dell'art. 22 del Testo Unico dell'Immigrazione (D. Lgs. 286/98 e successive modifiche) e dell'art. 14 c.1 del Regolamento di Attuazione (DPR. 394/99 e successive modifiche);
    • lavoro stagionale (se si perde il posto di lavoro si è abilitati a trovare un altro impiego sempre di natura stagionale presso un nuovo datore di lavoro solo fino alla scadenza del permesso di soggiorno per lavoro stagionale), ai sensi dell'art. 24 del Testo Unico dell'Immigrazione (D. Lgs. 286/98 e successive modifiche)
    • lavoro autonomo, ai sensi dell'art. 6 c.1 del Testo Unico dell'Immigrazione (D.Lgs.286/98 e successive modifiche);
    • attesa occupazione
    • per motivi di protezione internazionale:
      • asilo politico (rilasciato a chi ha già il riconoscimento dello status di rifugiato politico), ai sensi dell'art. 17 Convenzione di Ginevra del 1951 e D. Lgs. 251/2007;
      • protezione sussidiaria (introdotto dall'art. 23 comma 2 D. Lgs n. 251/07 rilasciato a chi ha già avuto il riconoscimento dello status).
      L'art. 25 del D. Lgs n. 251/07 ribadisce che i titolari dello status di rifugiato politico e dello status di protezione sussidiaria godono dello stesso trattamento garantito al cittadino italiano per il lavoro, subordinato e autonomo, per l'iscrizione agli albi professionali, per la formazione professionale e per il tirocinio sul luogo di lavoro;
    • richiesta asilo politico ex art. 11 D. Lgs 140/05 (solo se passati 6 mesi dallapresentazione della domanda relativa al riconoscimento dello status di rifugiato, senza aver ancora ricevuto risposta dalla Commissione Territoriale).
    • motivi umanitari, ai sensi dell'art. 14, co. 1, lettera c del Regolamento di Attuazione(DPR 394/99 e successive modifiche);
    • protezione sociale ex art. 18 del T.U. Immigrazione D. Lgs 286/98
    • studio e formazione professionale (in questo caso si può lavorare solo per 20 ore max alla settimana/1040 ore max all'anno, come previsto all'art 14, comma 4 del Regolamento di Attuazione (DPR. 394/99 e successive modifiche)
    • affidamento (Circolare 9/4/2001 Ministero dell'Interno);
    • minore età, limitatamente al contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-doveredi istruzione e formazione, ai sensi dell'art. 32 del Testo Unico dell'Immigrazione (D.Lgs. 286/98 e successive modifiche);
    • famiglia (motivi familiari-ricongiungimento/coesione familiare) il D.Lgs. n. 5/07, di "Attuazione della direttiva 2003/86/CE relativa al diritto di ricongiungimento familiare", introduce alcune modifiche al Testo Unico sull'Immigrazione D.Lgs. n.286/98.

      Per quanto di competenza dei CPI, si segnala l'art. 2 comma 6, che stabilisce la possibilità di svolgere attività lavorativa per i titolari di permesso di soggiorno per ASSISTENZA MINORE, art.31 comma 3 D.Lgs. n.286/98.
      Si tratta di permessi di soggiorno rilasciati su provvedimento del Tribunale per i Minorenni a chi accompagna in Italia minori che necessitano di cure mediche;

  3. ha il rinnovo del permesso di soggiorno in corso: la ricevuta di richiesta del primopermesso di soggiorno o di rinnovo si accetta per tutte quelle tipologie di soggiorno che consentono di lavorare, ai sensi dell'art. 5 c.9-bis del Testo Unico dell'Immigrazione (D.Lgs. 286/98 e successive modifiche). Il comma 9-bis è stato aggiunto dalla L.214/2011 (conversione in legge del c.s. Decreto "Salva Italia), che ha recepito la Direttiva Ministero dell'Interno 5/8/2006);

  4. è in possesso della ricevuta di primo rilascio del permesso di soggiorno per attività di lavoro subordinato, ha perso il lavoro per cui è entrato in Italia ed è in attesa di permesso di soggiorno.
Per l'iscrizione al Centro per l'Impiego è necessario esibire:

  • contratto di soggiorno stipulato presso lo Sportello Unico Immigrazione;
  • ricevuta rilasciata dall'ufficio postale attestante l'avvenuta presentazione della richiesta di permesso di soggiorno;
  • copia del modello di richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato rilasciato dallo Sportello Unico.

NON ISCRIZIONE AL CENTRO PER L'IMPIEGO

Non può invece lavorare o essere preso in carico dai Centri per l'Impiego chi ha un permesso di soggiorno per:

  • Turismo
  • Motivi religiosi
  • Affari
  • Giustizia
  • Attesa cittadinanza
  • Attesa apolidia
  • Residenza elettiva

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER L' INSERIMENTO NELLA BANCA DATI DEI CENTRI PER L'IMPIEGO

Per accedere ai servizi offerti dai Centri per l'Impiego il cittadino non comunitario deve portare: il permesso di soggiorno con uno dei motivi già elencati o la ricevuta dell'assicurata rilasciata dalle Poste (in questo caso deve essere allegata la fotocopia del permesso di soggiorno scaduto) o il permesso di soggiorno scaduto da non più di 60 giorni, il permesso da rinnovare per la richiesta di rinnovo, il codice fiscale.

Per far inserire nella banca dati l'esatta definizione del titolo di studio (laurea in…, diploma di…) conseguito all'estero occorre richiedere al Tribunale una traduzione "asseverata" del titolo o, qualora se ne fosse in possesso, la Dichiarazione di valore rilasciata dall'Ambasciata italiana presente nel Paese di origine.
In mancanza dell'asseverazione, verrà inserito il titolo di studio generico (laurea, diploma….)

I cittadini non comunitari possono utilizzare l'autocertificazione solo per stati o qualità personali certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici e privati italiani (ad es. stato di famiglia, stato di disoccupazione).