Se sei discriminata

• nell'accesso al lavoro
• nella possibilità di frequentare corsi professionali
• nello sviluppo della carriera
• nel livello di retribuzione

Se hai difficoltà

• nel poter vivere tranquillamente la tua maternità e nel rientrare al lavoro
• nella richiesta di congedi parentali

Se ti hanno licenziata perchè sei una donna

RIVOLGITI ALLA CONSIGLIERA DI PARITA'

La Consigliera di Parità è un punto di riferimento anche per:

Aziende che vogliano

• valorizzare la presenza femminile nell'azienda
• accedere ai finanziamenti previsti dalla L. 125/91
• presentare progetti sulla riorganizzazione
aziendale e sulla flessibilità in base alla L. 53/2000 e al D.L. 151/2001

Enti che vogliano

• costituire il comitato Pari Opportunità dell’Ente
• presentare il piano di Azioni Positive in base all’art. 3 del D.L. 196/2000
• integrare le pari opportunità nelle politiche dell'Ente
• favorire l'uguaglianza tra uomo e donna nel lavoro
• migliorare la presenza femminile nell'Ente e favorire i processi di carriera delle donne
• contrastare in modo efficace le discriminazioni in base al sesso

 

DOVE CONTATTARE la CONSIGLIERA di PARITA'

La Consigliera Provinciale di Parità ha un ufficio a Novara presso l'Amministrazione Provinciale,  ove è reperibile telefonicamente e riceve su appuntamento . 

Via Greppi, 7  
28100 Novara
Tel. e fax 0321.378 802, oppure per appuntamento il giovedì mattina allo 0321.378 273 - 334

 

 

Chi è la Consigliera di Parità

La Consigliera di Parità è una figura istituzionale, nominata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali su designazione delle Regioni e delle Provincie interessate, che svolge funzioni di promozione e controllo nell'attuazione dei principi di non discriminazione e di pari opportunità uomo-donna nell'ambito del lavoro.
Il riconoscimento del ruolo della Consigliera avviene nel 1991 con la legge 125 ma solamente dieci anni dopo, con il decreto 196/2000 (poi sostituito con il Codice delle pari opportunità tra uomo e donna - D. Lgs. 198/2006), se ne definiscono le precise competenze, si formalizza la Rete delle Consigliere e viene fornita la dotazione finanziaria necessaria per sostenerne le attività.

Le Consigliere Parità di Novara

Le Consigliere di Parità di Novara (collegate in Rete con le altre Consigliere della Regione Piemonte e con la Rete Nazionale), nell'ambito dei loro compiti e delle loro funzioni, hanno svolto e stanno svolgendo una capillare attività di informazione e di sensibilizzazione per sostenere politiche concrete di pari opportunità all'interno delle aziende e delle imprese cittadine e della provincia di competenza.
Collegate con l'Assessorato alle Pari Opportunità e con la Commissione Pari Opportunità della Provincia, sono state in grado di rafforzare sempre più la propria attività anche grazie ai costanti contatti mantenuti con le Organizzazioni sindacali, le Associazioni di categoria e la Direzione Provinciale dell'Ufficio del Lavoro.

In Provincia di Novara sono operative le Consigliere di Parità Margherita Patti (effettiva) ed Eva Boglio (supplente).

Margherita Patti

Nata a Milano il 26 Novembre 1971
Laurea in Lingue e letterature straniere e moderne
Cariche precedenti:
• Consigliera comunale a Novara dal 1997 al 2001
• Componente C.d.A SIN (Servizi Idrici Novaresi) dal 2003 al 2004
Componente della Commissione provinciale Pari Opportunità dal 1997 al 2001
Cariche rivestite attualmente
• Componente della Commissione provinciale Pari Opportunità


Eva Boglio

Nata a Sozzago (NO) il 27/07/1951
Diploma di ragioneria
Iscritta all'Ordine dei Consulenti del lavoro di Novara
Cariche precedenti:
• Componente del C.d.A. del C.I.S.A Ovest Ticino
• Consigliera comunale a Sozzago
Cariche rivestite attualmente
• Componente del Consiglio dell'Ordine dei Consulenti del lavoro.

Di che cosa si occupa

Il decreto 196/2000 rimette alla Consigliera un duplice ruolo di funzione promozionale e di tutela antidiscriminatoria.
Il primo compito di chi ottiene l'incarico è quindi quello di vigilare sui piani di azioni positive adottati dalle Amministrazioni dello Stato e dagli Enti Pubblici e di promuoverne di propri anche attraverso l'individuazione di risorse comunitarie, nazionali e locali e, allo stesso tempo, diffondere politiche di pari opportunità presso soggetti pubblici e privati che operano nel mercato del lavoro.
Il secondo è quello di rilevare situazioni di squilibrio di genere sui luoghi di lavoro al fine di individuare procedure efficaci contro le eventuali forme di discriminazione (diretta o indiretta) riscontrate e, all'occasione, agire in giudizio sottoponendo la causa in questione al Giudice del Lavoro.

In che modo opera

Le Consigliere di Parità sono legittimate a proporre ricorso giudiziale anche in via d'urgenza per tutti i casi di discriminazione, diretta e indiretta, davanti al Tribunale in funzione di giudice del lavoro o al TAR.
Tuttavia, le Consigliere di Parità utilizzano principalente una modalità d'intervento informale finalizzata alla ricerca di una mediazione tra le parti che permetta di evitare il riconso giudiziale.
È prevista la facoltà per la Consigliera di promuovere conciliazioni presso le Direzioni Provinciali del Lavoro e, in caso di discriminazione collettiva, presso il proprio ufficio.