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PIANI D'ABBATTIMENTO - CATTURA
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Modalità di attuazione del controllo della popolazione di NUTRIE (myocastor coypus) Periodo 2009 - 2013 (art. 19 legge 157/92 - art. 29 l.r. 70/96)

Caratteristiche della specie e motivazioni dell'intervento

Il nome volgare con il quale è conosciuta è Nutria o Castorino, nome che le deriva dal gergo commerciale utilizzato in pellicceria, quello scientifico Myocastor coypus. È un Roditore originario delle zone sub tropicali dell'Argentina e del Brasile meridionale, appartenente alla Famiglia Myocastoridae. Introdotta in diversi Paesi per la sua pelliccia sin dai primi del Novecento.

La Nutria in particolare ha fatto la sua comparsa recentemente, in alcuni ambienti umidi in Italia, fuggendo da allevamenti ed occupando con successo le nicchie ecologiche lasciate vuote da altri animali oppure mai occupate.
Le caratteristiche corporee la fanno assomigliare ad un ratto gigante: la lunga coda cilindrica squamosa e con radi peli e la colorazione del mantello più frequente, bruno dorato o bruno scuro (ma si possono osservare esemplari albinotici con il mantello isabella o crema), le piccole orecchie, i grossi incisivi sporgenti di colore arancio ed i lunghi baffi argentati. In effetti, Myocastor coypus, appartiene al grande gruppo dei Roditori, ma molteplici particolari anatomici le distinguono e le rendono inconfondibili: come le zampe posteriori, che presentano una netta palmatura interdigitale e la posizione delle mammelle nelle femmine, latero-dorsali, caratteristiche tipiche di animali fortemente acquatici che crescono ed allevano la prole in acqua. Le dimensioni massime, nei vecchi maschi, non superano i 60 cm (coda esclusa) per un peso di 7-9 chili.
Si accoppia durante tutto l'anno ed ogni femmina può partorire due volte l'anno da 2 a 4 piccoli, dopo una gestazione che dura quasi 130 giorni. Nelle 24 ore successive alla nascita i piccoli seguono immediatamente la madre e si alimentano da soli dopo 3-4 settimane. Già a due mesi possono essere maturi sessualmente, ma di solito le femmine primipare o troppo giovani, come spesso accade nei mammiferi, abortiscono o partoriscono un solo piccolo.

La dieta è vegetariana e si basa su piante acquatiche ed alghe, nel periodo invernale anche di tuberi, rizomi e radici. Nel nostro Paese si è osservata una differenziazione nell'attività trofica tra nuclei insediati in territori fortemente coltivati (pianura padano veneta) e quelli di zone più naturali (zone costiere centro meridionali). I primi si trovano ovviamente costretti a muoversi anche attraverso i campi che circondano le vie d'acqua dove vivono e, per lo più, si spostano, generando così allarme fra gli agricoltori. I secondi pasturano quasi esclusivamente in alveo o sulle sponde

La Nutria predilige ambienti semi-acquatici, trascorrendo gran parte del tempo in acqua. Le aree che presentano le condizioni ottimali per la proliferazione di questa specie sono gli ambienti deltizi e palustri caratterizzati da una fitta rete di canali intercomunicanti, che gli animali utilizzano durante le fasi di dispersione. Vive anche in prossimità di fiumi e canali irrigui, lungo le sponde di laghi e paludi. La presenza di coltivazioni agrarie (granoturco, barbabietole, riso e ortaggi) limitrofe ai bacini e ai corsi d’acqua costituisce una condizione assai favorevole alla specie, in quanto soddisfa una parte delle sue esigenze trofiche. Il sito riproduttivo può essere su isolotti di terra nascosti dalla vegetazione, ovvero all’interno di tane scavate negli argini dei fiumi o dei canali artificiali.

Diverse sono le responsabilità di questo roditore:
  • distruzione delle rive fluviali in quanto l’escavazione dei cunicoli che utilizza come tane, anche se poco articolate, é sufficiente ad indebolire seriamente gli argini;
  • danneggiamento delle colture agricole che deriva dalla dieta della nutria che è in prevalenza vegetariana, con particolare predilezione delle parti fibrose delle piante acquatiche, come ad esempio radici o tessuti attorno alla base: spesso abbandonano i canali per alimentarsi nei campi, specie di barbabietole, e sono in grado di abbattere i fusti del mais per meglio raggiungere le più appetibili pannocchie;
  • diffusione della leptospirosi. Le nutrie, vivendo in un ambiente acquatico in convivenza con topi e ratti, sono, al pari di essi, contagiati dalle stesse forme patologiche e con la conseguente possibilità che questo animale possa contribuire a determinare uno squilibrio nell'attuale epidemiologia della leptospirosi.

Periodo e zone interessate all'intervento

L'intervento ha durata a far tempo dalla data di esecutività della deliberazione della Giunta Provinciale fino al 31.12.2013 e interesserà tutto il territorio della Provincia di Novara

Mezzi e metodi

Il Servizio di vigilanza provinciale organizzerà gli interventi nel rispetto delle sotto elencate prescrizioni:
  • Gli interventi potranno essere effettuati in ogni giorno della settimana, ovunque si ravvisi la presenza degli esemplari in questione.
  • La cattura degli animali è consentita con le seguenti metodologie:
    1. Abbattimenti a mezzo sparo mediante carabina o fucile con canna ad anima liscia;
    2. Catture con gabbie e successiva soppressione dei capi catturati.
  • L’utilizzo dei vari metodi descritti sarà definito dal personale di vigilanza al quale è demandata la realizzazione del piano e determinato in base all’area di intervento al fine di arrecare il minore disturbo alla fauna selvatica non oggetto di controllo.
Al termine di ogni intervento dovrà essere redatto a cura dell’Agente Provinciale che ha diretto l’intervento di controllo un apposito verbale sul quale saranno indicati:
- La località dell’intervento
- Il nome dell’operatore e del personale autorizzato a partecipare all’intervento stesso
- Il tipo di metodo utilizzato
- Il numero di soggetti catturato e/o abbattuti

Operatori abilitati al prelievo

Agenti del Servizio Provinciale di Vigilanza che potranno avvalersi della collaborazione dei sotto elencati soggetti purché muniti di autorizzazione nominativa rilasciata dalla Provincia:
  • Proprietari o conduttori dei fondi ricompresi nelle aree interessate titolari in caso di interventi a mezzo sparo di porto d’armi uso caccia
  • Guardie venatorie volontarie munite di porto d’armi uso caccia
Le richieste di partecipazione, predisposte su apposito modulo dovranno essere presentate o fatte pervenire all’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia che rilascerà apposita autorizzazione nominativa in capo ai richiedenti che dovranno esibirla agli Agenti prima della battuta; I collaboratori già autorizzati per lo svolgimento del piano precedente, scaduto con l’anno 2008, potranno richiedere, utilizzando apposito modulo, la proroga dell’autorizzazione già conseguita, purchè siano ancora in possesso dei requisiti previsti. I suddetti moduli, in distribuzione presso l’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia, dovranno essere sottoscritti direttamente presso il sopra citato ufficio dall’interessato oppure potranno essere presentati già sottoscritti con allegata la fotocopia di un valido documento di identità.
In caso di catture a mezzo gabbie, la soppressione degli animali  catturati  è di esclusiva competenza degli agenti di vigilanza della provincia che provvederanno anche al successivo trasporto e stoccaggio delle carcasse.