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PIANI D'ABBATTIMENTO - CATTURA

Modalità di attuazione del controllo della popolazione di CORNACCHIA GRIGIA (corvus corone cornix) Periodo 2008 - 2012 (art. 19 Legge 157/92 e art. 29 L.R. 70/96)

Caratteristiche della specie e motivazioni dell'intervento

La cornacchia grigia (Corvus corone cornix) domina ormai il paesaggio agrario della pianura, e ha soppiantato in alcune zone anche le pur comuni gazze: a giudicare dall’incremento di densità registrato nell’ultimo decennio, sembra che questo corvide stia godendo di un periodo storico assai favorevole.
Questo è probabilmente da mettere in relazione con l’eclettismo alimentare di questa specie e con le enormi capacità di adattamento a nuove condizioni ambientali.
Ha dimensioni medio-grandi, becco grosso, massiccio e curvo all'apice, coda mediamente arrotondata, ali piuttosto lunghe e larghe, zampe robuste.
In entrambi i sessi il piumaggio è grigio sul dorso del collo, scapolari, dorso, groppone, petto, ventre, sottocoda e ascellari, mentre le restanti parti, compreso il becco e le zampe, sono nere.
In volo si distingue dalla Cornacchia nera per la colorazione grigia, che contrasta nettamente con le parti nere.
Lunga circa 45 cm, pesa circa mezzo chilo;
L’impronta è simile a quella della gallina: tre dita diritte rivolte in avanti e uno all’indietro, anch’esso diritto.
Nidifica in tutta Italia in primavera avanzata, e il grande nido viene costruito sugli alberi.
Un tempo le cornacchie vivevano nelle nostre campagne solo in inverno, ma nell’ultimo ventennio è diventata per la maggior parte stanziale e si ferma in Italia tutto l’anno.
E’ intraprendente e molto coraggiosa, e impara presto a muoversi senza paura tra spaventapasseri e automobili
Si ciba di insetti (soprattutto coleotteri e ortotteri), molluschi, anellidi ed altri invertebrati, anfibi, piccoli uccelli e loro uova, piccoli mammiferi, animali feriti e malati di media e piccola mole, carogne, semi (specialmente di cereali germinati), frutta, bacche, ortaggi, qualsiasi resto di origine naturale e di rifiuto di origine umana.
Verso la fine dell'inverno si osserva un rafforzamento del legame tra i membri della coppia e in marzo inizia la costruzione del nido ad opera soprattutto della femmina.
Il nido è costruito sopra il ramo robusto e biforcuto di un albero ad una quindicina di metri d'altezza o, più di rado, su pareti rocciose o sul terreno.
Alla fine di marzo vengono deposte 4-5 uova, che sono covate per 18-20 giorni dalla sola femmina, mentre il maschio provvede a procurarle il cibo.
I giovani sono accuditi da entrambi i genitori fino all'età di circa un mese.
Depone una volta all'anno. Il suo forte incremento numerico comporta una serie di problemi soprattutto per i danni che le cornacchie arrecano a varie coltivazioni e quelli, meno facilmente quantificabili, a varie specie faunistiche, fra cui quelle oggetto di caccia, è stata infatti osservata in alcune aree una predazione del 45% circa su uova e pulcini di fagiano.
Anche specie particolarmente rare e localizzate come nidificanti in Piemonte (es.: pittima reale, mignattino alibianche) possono subire un’importante predazione da parte della cornacchia grigia.
Da quanto sopra si evidenzia la necessità di effettuare operazioni di controllo della cornacchia grigia al fine di mantenere la popolazione a livelli accettabili sia per quanto riguarda i danni che la specie provoca alle colture agricole sia per un corretto rapporto con le specie oggetto di predazione.

Periodo e zone interessate all'intervento

L’intervento ha durata a far tempo dalla data di esecutività della deliberazione della Giunta Provinciale fino al 31.12.2012 e interesserà tutta la Provincia di Novara con le seguenti limitazioni:
  • Catture mediante gabbie effettuabili tutto l'anno
  • Catture mediante arma da fuoco consentite solo nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 31 agosto di ogni anno.

Mezzi e metodi

Le operazioni di abbattimento saranno organizzate dal tecnico della Funzione caccia, pesca, parchi e gev ed effettuate dagli agenti del Corpo provinciale di vigilanza, nel rispetto delle sottoelencate prescrizioni: Gli interventi potranno essere effettuati in ogni giorno della settimana, ovunque si ravvisi la presenza degli esemplari in questione. La cattura degli animali è consentita con le seguenti metodologie: 1. Abbattimenti a mezzo sparo su soggetti adulti con:
  • Uso di richiami (stampi)
  • Nelle vicinanze delle discariche;
  • Nelle ore serali al rientro dei grossi branchi nei boschi.
2. catture con gabbie del tipo larsen modificate e gabbioni su modello francese: Le gabbie in questione costituiscono un sistema di comprovata efficacia e selettività d'azione che arrecano un disturbo pressoché nullo alle specie non oggetto di intervento. La notevole selettività del sistema di cattura con le gabbie-trappola di cui sopra dipende dai seguenti motivi:
  • gli uccelli sono attirati nella trappola da uno o più richiami della stessa specie attraverso meccanismi comportamentali di competizione (trappola larsen) o di aggregazione (trappola francese). Ciò garantisce una bassissima percentuale di cattura di specie diverse da quelle oggetto di intervento.
  • Il sistema di cattura in vivo assicura l'incolumità di tutti gli animali catturati che, nel caso appartengano a specie non oggetto di controllo, possono essere liberati. I protocolli operativi prevedono infatti che le trappole vengano visitate una volta al giorno.
L'utilizzo dei vari metodi descritti sarà definito dal personale di vigilanza al quale è demandata la realizzazione del piano e determinato in base all'area di intervento al fine di arrecare il minore disturbo alla fauna selvatica non oggetto di controllo. Al termine di ogni intervento dovrà essere redatto a cura dell'Agente Provinciale che ha diretto l'intervento di controllo un apposito verbale sul quale saranno indicati:
  • La località dell'intervento
  • Il nome dell'operatore e del personale autorizzato a partecipare all'intervento stesso
  • Il tipo di metodo utilizzato
  • Il numero di soggetti catturato e/o abbattuti

Operatori abilitati al prelievo

Agenti del Servizio Provinciale di Vigilanza che potranno avvalersi della collaborazione dei sottoelencati soggetti muniti di porto d'armi uso caccia e di autorizzazione nominativa rilasciata dalla Provincia:
  • Proprietari o conduttori dei fondi ricompresi nelle aree interessate
  • Guardie venatorie volontarie
  • Agenti e Ufficiali di polizia giudiziaria che, per la loro qualifica e funzione, possono esercitare vigilanza in materia di caccia purchè autorizzati dagli Enti e Comandi da cui dipendono.
Le richieste di partecipazione, predisposte su apposito modulo dovranno essere presentate o fatte pervenire all'Ufficio Caccia e Pesca della Provincia che rilascerà apposita autorizzazione nominativa in capo ai richiedenti che dovranno esibirla agli Agenti prima della battuta.

I collaboratori già autorizzati per lo svolgimento del piano precedente, scaduto con l'anno 2007, potranno richiedere, utilizzando apposito modulo, la proroga dell'autorizzazione già conseguita, purchè siano ancora in possesso dei requisiti previsti.

I suddetti moduli, in distribuzione presso l'Ufficio Caccia e Pesca della Provincia, dovranno essre sottoscritti direttamente presso il sopra citato ufficio dall'interessato oppure potranno essere presentati già sottoscritti con allegata la fotocopia di un valido documento di identità