La superficie a riso in Provincia di Novara (si tratta di dati provvisori dell’Ente Nazionale Risi) ha visto un significativo aumento rispetto al 2008 arrivando quest’anno a sfiorare i 35.000 ettari, il maggiore investimento provinciale a riso degli ultimi tredici anni, e un significativo aumento (+6%) rispetto alla superficie 2008 (33.082 ettari).
Nel 2008 la superficie era leggermente diminuita a scapito di altri cereali che hanno avuto fiammate di prezzi difficilmente prevedibili e controllabili, come conseguenza della volatilità dei mercati cerealicoli - a sua volta legata a vari fattori: i contingenti cali delle rese (siccità, ecc.) a livello mondiale; l’aumentata domanda di cereali per il settore energetico; i fenomeni di speculazione sulle commodities.
Le buone produzioni del 2008 e la flessione dei prezzi cerealicoli (mais e frumento in particolare) hanno sostanzialmente ripristinato le precedenti condizioni di mercato, e quindi spinto nuovamente gli agricoltori ad investire a riso.
Un calo delle superfici investite a riso Indica è stato ampiamente compensato da un aumento dei Tondi, ma si tratta di oscillazioni ormai fisiologiche che a livello Provinciale si possono osservare da anni con una certa regolarità (ad una diminuzione dei tondi ed un aumento degli indica segue regolarmente, l’anno successivo, un assestamento di segno inverso).
Tuttavia l’orientamento verso un aumento delle superfici a riso tondo (+16%) potrebbe risultare eccessivo per le potenzialità del mercato.
Infatti questa primavera è venuto meno il divieto all’esportazione egiziano, che anzi godrà di benefici in termini di dazio agevolato per l’esportazione all’interno della UE.
D’altra parte i risi indica, più competitivi in quanto deficitari sul mercato europeo, devono confrontarsi con la competizione sui mercati internazionali, ove questo tipo di riso è del tutto inserito nella cornice delle commodities o produzioni indifferenziate.
I prezzi si sono in effetti comportati di conseguenza, con crolli del 40% nel periodo ottobre 2008 – ottobre 2009, anche se le ultimissime tendenze segnalano un certo recupero.
La riduzione della domanda europea – calo dei consumi generalizzato soprattutto nelle esportazioni verso i Paesi del Nord-Europa (Germania, Belgio, ecc.) ha senz’altro influito negativamente sui prezzi.
In vari Paesi dell’Est-Europa, che sembravano offrire opportunità interessanti per l’export del riso, a causa della crisi economica i consumatori hanno sostituito buona parte del consumo di riso con prodotti meno costosi, come le patate.
Alla riduzione dei prezzi si accompagnano quindi decine di migliaia le tonnellate di prodotto invenduto.
Sui prezzi influisce anche l’entità delle produzioni, che quest’anno sono state di tutto rispetto e stimabili intorno ai 65 quintali/ettaro, con punte di 75-80 quintali/ettaro.