L’apicoltura costituisce storicamente un importante comparto dell’economia agricola novarese.
Il territorio della nostra Provincia si colloca sui livelli d’eccellenza soprattutto per quanto riguarda il miele d’Acacia: sia per le elevate produzioni, ma soprattutto per la sua qualità, la purezza e la limpidezza.
Oltre all’Acacia, i nostri boschi ed i nostri prati consentono interessanti produzioni di mieli di Castagno, Tiglio, Millefiori e Melata di Metcalfa (quest’ultimo un prodotto non qualitativamente eccelso, ma molto apprezzato nei Paesi del Nord-Europa).
I dati del censimento apistico annuale confermano l’eccellenza della nostra apicoltura, testimoniando di un’attività apistica estremamente competente e bene organizzata: quasi metà dei circa 200 apicoltori attivi è costituita da “produttori apistici”, vale a dire professionisti in grado di commercializzare il proprio prodotto (e tali professionisti detengono il 93% degli alveari complessivi).
La consistenza media aziendale degli apicoltori professionisti della Provincia è di 230 alveari (13 alveari in media, invece, per le attività amatoriali); è tuttavia da rilevare come in Provincia convivano realtà professionistiche molto diversificate: dai piccoli produttori part-time, o dagli agricoltori dediti ad altre attività agricole e che integrano il proprio reddito con l’allevamento di poche decine di alveari, alle aziende specializzate e consolidate, dedite all’apicoltura a tempo pieno, che gestiscono e movimentano centinaia e in qualche caso migliaia di alveari.
Nel 2009 le produzioni sono tornate su livelli quantitativi soddisfacenti, dopo annate molto difficili e segnate da fenomeni di moria e spopolamento degli alveari: sindromi che hanno ragioni complesse e non ancora del tutto chiarite (in cui confluiscono ed interagiscono gli anomali andamenti climatici ma anche, probabilmente, gli effetti indesiderati dell’impiego di insetticidi agricoli).
A tale proposito, il settore apistico ha accolto con favore il recente Decreto con il quale il Ministero ha prorogato la sospensione cautelativa dell’ impiego dei concianti contenenti sostanze attive (clothianidin, thiamethoxam, imidacloprid e fipronil) sospettate di essere tossiche per le api.
Il 2009 si è quindi rivelato un anno di ripresa, anche grazie ad un andamento climatico caratterizzato da ridotte precipitazioni nel periodo chiave della fioritura della Robinia pseudoacacia (l’”Acacia”). Molto buona, e di ottima qualità, la produzione di miele d’Acacia, scarsa quella di Castagno (soprattutto per via delle precipitazioni di giugno-inizio luglio), ma più che soddisfacente quella di metcalfa: nel complesso un’annata positiva, senza particolari problemi sul versante delle tradizionali patologie apistiche (varroa, nosema, ecc.).
Nonostante la produzione abbondante del 2009 (fino a 40 kg di miele d’Acacia per alveare) i prezzi sembrano rimanere interessanti, proprio perché le scorte dall’anno precedente erano particolarmente scarse (prezzi indicativi all’ingrosso - fonte “Osservatorio nazionale della produzione e del mercato del Miele” – agosto 2009: miele d’Acacia 4,50–5,00 €/kg; miele di Castagno 3,60-4,20 €/kg; miele di Melata 3,00-3,30 €/Kg).