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AGRICOLTURA
IL TERRITORIO
Mais, soia e cereali autunno - vernini

Mais

Si mantengono stabili le superfici mais, che sono anzi lievemente aumentate rispetto all’anno scorso confermando la tendenza degli ultimi anni: 12.800 ettari nel 2009, 12.500 ettari nel 2008, 11.000 ettari nel 2007.
Rese un po' più basse rispetto ad altre annate, ma comunque superiori a quelle del 2008.
Media provinciale, che tiene conto sia delle realtà provinciali e più fertili, sia di quelle collinari e montane, di 105 q.li/ettaro.
Come spesso accade, la coltura ha patito il caldo e lo stress idrico, tanto opportuni per il riso quanto critici il mais - soprattutto nel corso del mese di agosto.
Continuano ad aumentare, sul territorio provinciale come sul resto del Piemonte, le popolazioni di diabrotica, il parassita del mais che si nutre (a livello di larva) sulle radici e (da adulto) sulle sete fiorali compromettendo la fecondazione di parte della pannocchia.
Quest’anno da più parti si è sollevato un particolare allarme, mettendo in relazione l’aumento delle popolazioni di diabrotica con il divieto di impiego di alcuni concianti potenzialmente tossici per le api; tale correlazione è ancora da verificare, mentre è certo che le popolazioni di diabrotica si sono costantemente incrementate, dalla prima comparsa sul nostro territorio ad oggi, e con ritmi non certo inferiori a quelli di quest’ultima annata; allo stesso modo è da verificare l’effettiva perdita di prodotto nel 2009 quale conseguenza degli attacchi dell’insetto.
E’ in ogni caso molto probabile che la continua crescita delle popolazioni, sul medio-lungo termine, possa portare in futuro ad avere seri danni economici qualora non si intervenga con misure appropriate.
Tale misure sono attualmente allo studio della Regione Piemonte, a seguito delle Decisioni dell’Unione Europea che impongono ai Servizi Fitosanitari Regionali di adottare, tra l’altro, provvedimenti efficaci per il contenimento e l’abbattimento delle popolazioni di diabrotica

Soia

Parziale inversione di tendenza, rispetto al costante calo degli ultimi anni, per quanto riguarda le superfici a soia: 600 ettari nel 2009, a fronte dei 500 ettari del 2008, +30%.
L’aumento è principalmente a spese di frumento e triticale, che hanno pagato la volubilità dei prezzi nelle ultime campagne.
Anche per quanto riguarda la soia, si tratta di una coltura e particolarmente difficile da gestire per quanto riguarda il contenimento delle infestanti e le cui produzioni, se confrontate con altre colture concorrenti, risultano non sempre competitive.
Nel 2009, come già nel 2008, produzioni in media con i dati storici del territorio (30 quintali/ha).

Cereali autunno-vernini

Per quanto riguarda le superfici coltivate a cereali autunno-vernini (frumento, orzo, avena, segale, triticale) si segnala una inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, con un calo abbastanza significativo: circa 4.000 ettari, a fronte dei 5.220 ettari del 2008 (-24%).
Rispetto a non molti anni or sono, i cereali stanno divenendo una coltura “delicata” o comunque tale da richiedere notevoli attenzioni: gli interventi fitosanitari ormai sono necessari sia contro le avversità fungine, sia contro la cimice, altrimenti le produzioni rischiano di non venire ritirate o di esserlo a prezzi svantaggiosi.
Sul calo generalizzato delle superfici investite a cereali ha influito anche il maltempo autunnale, che talvolta ha impedito alle aziende di effettuare tempestivamente le semine, o portato in seguito a difficoltà di germinazione e fallanze; problemi in parte evitati dall’orzo, grazie alla semina un po’ più tardiva.
Di conseguenza il calo di superficie è principalmente a spese di triticale (600 ettari, -33%), segale (45 ettari, -36%) frumento tenero [2.700 ettari, -23%, un calo considerevole in termini assoluti (-800 ettari) se si considera che il frumento è comunque una delle cinque colture più rappresentative a livello provinciale] e solo in misura minore dell’orzo (440 ettari, -20%).
Rese produttive nella media; e in ogni caso superiori a quelle del 2008, quando gli eventi temporaleschi e le basse temperature hanno provocato aborto fiorale, attacchi di fusariosi, allettamenti più o meno estesi, compromettendo la maturazione delle spighe.
Quest’anno la varietà più rappresentata, il frumento tenero, ha prodotto 46 quintali/ettaro, a fronte dei 41 quintali/ettaro nel 2008.