Risultati del primo anno di attività
Parte applicativa: Fauna più ricca e meno zanzare
Sperimentazione di tecniche di mitigazione degli effetti delle asciutte nelle risaie sulla fauna acquatica e sulle popolazioni di zanzare.
La moderna coltivazione del riso comporta l'esecuzione ripetuta della pratica delle asciutte, durante le quali l'acqua viene eliminata per motivi agronomici. Le asciutte ripetute delle vasche delle risaie provocano la mortalità massiccia degli organismi acquatici. In questo modo le risaie agiscono come "trappole ecologiche", in quanto attraggono, in primavera, numerosi organismi che danno inizio alla riproduzione; le loro uova, le larve o i girini sono però destinati a morire quando l'acqua viene eliminata dalle vasche.
Da un lato, quindi, le asciutte rappresentano uno dei fattori che contribuiscono alla banalizzaziona degli agroacosistemi; dall'altro favoriscono la proliferazione delle zanzare, che si trovano a svilupparsi in assenza di predatori. Inoltre, alcune specie particolarmente fastidiose appartenenti ai generi Aedes ed Ochlerotatus vengono favorite, in quanto depongono le uova su terreno umido.
Con questa ricerca si è voluta verificare l'ipotesi che il mantenimento di ecosistemi complessi aiuti a risolvere una parte dei problemi posti dalla pratica delle asciutte. Si è dimostrato per la prima volta che introducendo nelle pratiche agronomiche alcune semplici varianti che aiutino a mantenere comunità faunistiche più complesse ed equilibrate e aumentino la biodiversità, si alleviano i problemi e si migliorano le potenzialità degli agroecosistemi.
La ricerca si è posta l'obiettivo di verificare se lo scavo di solchi nei quali l'acqua permane durante le asciutte porti a:
Per la sperimentazione sono state sottoposte a campionamenti standardizzati 10 coppie di risaie scelte in altrettante aziende agricole della provincia di Novara; ciascuna coppia era composta da una vasca di controllo e da una vasca sperimentale. Nelle risaie sperimentali era stato scavato lungo un lato un solco che rimaneva allagato anche durante le asciutte, in modo da creare un rifugio per la fauna acquatica.
Nelle risaie di controllo, nel solco e nelle risaie sperimentali sono stati raccolti e classificati campioni di invertebrati acquatici e di anfibi (oltre 9360 invertebrati e 119 anfibi) e larve di zanzara (2440 individui appartenenti a 5 differenti specie).
Ciascun campo è stato visitato più volte nel corso della stagione fra giugno e agosto del 2005.
Dai dati emerge che:
E' auspicabile il proseguimento delle sperimentazioni in futuro, in quanto i dati presentati, per quanto incoraggianti e sostenuti da un trattamento sperimentale e statistico robusto, si riferiscono ad un'unica stagione e ad un numero contenuto di campi.
Altre attività svolte nel 2005
Parte didattico-divulgativa e sperimentale
Durante il primo anno di attività si è proceduto alla stesura del materiale didattico divulgativo che verrà in seguito distribuito alle scuole ed alla cittadinanza, in particolare i manuali:
- LILLIBE E BELLULO: i Cirabebè ovvero le libellule;
- LILLIBE E BELLULO: ovvero come costruire uno stagno per libellule;
- LILLIBE E BELLULO: guida al riconoscimento delle libellule.
Sono stati effettuati i corsi preliminari agli insegnanti delle scuole della Provincia di Novara interessate alla costruzione di stagni per libellule nei giardini delle scuole.
Sono stati effettuati i corsi preliminari alle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) sul riconoscimento delle specie di libellule, per formare un primo gruppo di volontari che dal prossimo anno collaboreranno al censimento delle specie di libellule presenti in Provincia di Novara.
Dati presentati a Novara, il 14 dicembre 2005
Autori: Prof. Giuseppe Bogliani e Dott. Elisa Riservato (Università di Pavia), Dott. Margherita Calderaia e Dott. Michela Villa (Biologhe)